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Certificazioni agroalimentari in Italia: biologico, DOP e IGP

Un'analisi approfondita del sistema di certificazione biologica, dei disciplinari di produzione DOP e IGP, e della distribuzione geografica dei prodotti agroalimentari certificati nel territorio italiano.

848
Prodotti DOP, IGP e STG registrati nell'UE per l'Italia (2024)
92.000
Operatori biologici certificati in Italia
20 mld €
Valore delle esportazioni agroalimentari certificate italiane

L'agricoltura biologica in Italia: dati e tendenze 2024

Con oltre 2,2 milioni di ettari coltivati in regime biologico, l'Italia si conferma tra i primi paesi europei per estensione della superficie bio certificata. Il trend di crescita degli ultimi dieci anni ha coinvolto regioni diverse per vocazione produttiva e struttura fondiaria, dal Sud Italia fino alle valli alpine.

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Prodotti di eccellenza sotto la lente

Esempi di prodotti italiani con indicazione geografica protetta e loro caratteristiche produttive.

Prosciutto di San Daniele DOP

Prosciutto di San Daniele DOP

Friuli-Venezia Giulia. Stagionatura minima 13 mesi, area di produzione delimitata al comune di San Daniele del Friuli.

Mozzarella di bufala

Mozzarella di Bufala Campana DOP

Campania, Lazio, Puglia. Prodotta esclusivamente con latte di bufala intero fresco proveniente dagli allevamenti registrati.

Pecorino sardo DOP

Pecorino Sardo DOP

Sardegna. Due varianti: dolce (stagionatura 20–60 giorni) e maturo (oltre 2 mesi). Latte intero di pecora sarda.

Il sistema DOP e IGP come strumento di tutela territoriale

Le indicazioni geografiche protette non rappresentano soltanto un riconoscimento commerciale. Sono lo strumento attraverso cui si formalizzano le pratiche tradizionali, si definiscono i confini produttivi e si stabiliscono le responsabilità degli operatori lungo la filiera. Il disciplinare è il testo centrale di questo meccanismo: un documento tecnico che vincola ogni fase della produzione al territorio di origine.

Analisi dei disciplinari
Oliveto in Italia

La distribuzione geografica delle certificazioni

Il Veneto, la Toscana e la Campania concentrano la quota maggiore di prodotti con indicazione geografica protetta, ma le certificazioni biologiche mostrano una distribuzione geografica differente, con una forte presenza in Sicilia, Calabria e Puglia dove la superficie agricola utilizzabile è più estesa.

Questa distribuzione riflette non solo le vocazioni storiche dei territori, ma anche i meccanismi di accesso ai finanziamenti europei e i piani di sviluppo rurale regionali che hanno incentivato la conversione al biologico negli ultimi quindici anni.

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Riferimenti normativi

Il quadro normativo europeo di riferimento per le certificazioni agroalimentari è definito dal Regolamento (UE) n. 1151/2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, e dal Regolamento (UE) 2018/848 relativo alla produzione biologica.

Dati e documentazione sull'agroalimentare certificato

Harvestwick raccoglie e analizza informazioni pubbliche sulla certificazione biologica e sulle indicazioni geografiche protette in Italia. I contenuti si basano su fonti ufficiali: Ministero dell'Agricoltura, ISMEA, MIPAAF e Commissione Europea.

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