Con 848 prodotti registrati nell'Unione Europea al 2024, l'Italia è il paese con il maggior numero di denominazioni di origine e indicazioni geografiche protette nell'intero sistema europeo. Questo primato non è soltanto una questione di quantità: riflette una densità di tradizioni produttive, varietà colturali e saperi locali che non hanno equivalenti comparabili in Europa.

Le categorie di protezione: DOP, IGP e STG

Il sistema europeo di qualità per i prodotti agroalimentari prevede tre livelli distinti di riconoscimento:

  • Denominazione di Origine Protetta (DOP): il prodotto deve essere prodotto, trasformato e condizionato in un'area geografica definita. La qualità o le caratteristiche sono essenzialmente dovute all'ambiente geografico comprensivo dei fattori naturali e umani.
  • Indicazione Geografica Protetta (IGP): almeno una delle fasi di produzione, trasformazione o elaborazione deve avvenire nell'area geografica indicata. Il legame con il territorio può riguardare la reputazione o specifiche qualità.
  • Specialità Tradizionale Garantita (STG): non richiede un legame con un territorio specifico, ma certifica un metodo di produzione tradizionale o una ricetta consolidata. La Mozzarella è un esempio noto.
Prosciutto di San Daniele DOP

La distribuzione per categoria merceologica

Tra le categorie più rappresentate nel patrimonio italiano, i formaggi DOP occupano una posizione centrale. Prodotti come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Pecorino Romano, Gorgonzola e Asiago generano complessivamente circa 4 miliardi di euro di fatturato alla produzione e rappresentano una quota rilevante delle esportazioni lattiero-casearie italiane.

Anche il settore salumi registra un peso significativo. I prosciutti crudi DOP — in primis Prosciutto di Parma e Prosciutto di San Daniele — producono volumi di esportazione che superano i 400 milioni di euro annui, con mercati principali in Francia, Germania e Stati Uniti.

Nel comparto oli extravergini di oliva, l'Italia conta numerose DOP regionali, tra cui Toscano IGP, Terra di Bari DOP, Umbria DOP e Riviera Ligure DOP. Il segmento dell'olio DOP/IGP vale circa 140 milioni di euro al consumo, ma cresce in modo costante grazie alla domanda nei mercati esteri.

Il settore viticolo ha una struttura di protezione parallela, basata sulle denominazioni DOCG, DOC e IGT, che non rientra direttamente nel sistema DOP/IGP europeo ma segue principi analoghi e in molti casi si sovrappone geograficamente.

La distribuzione geografica per regione

Il Veneto, con prodotti come Grana Padano DOP, Soave DOC, Prosciutto Veneto Berico-Euganeo DOP e numerose IGP ortofrutticole, è la regione con il maggior numero di denominazioni attive. La Toscana segue con formaggi (Pecorino Toscano DOP), olio (Toscano IGP), vini (Chianti Classico DOCG, Brunello di Montalcino DOCG) e prodotti da forno come il Lardo di Colonnata IGP.

Nel Sud Italia, la Campania concentra prodotti di grande notorietà internazionale, tra cui la Mozzarella di Bufala Campana DOP, il Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP e la Cipolla Ramata di Montoro IGP. La Sicilia si distingue per il Pistacchio Verde di Bronte DOP, la Pesca di Leonforte IGP e diversi oli extravergini DOP.

Il valore complessivo alla produzione dei prodotti DOP, IGP e STG italiani ha superato i 20 miliardi di euro nel 2023, con un incremento del 6% rispetto all'anno precedente.

Il ruolo dei Consorzi di tutela

Per ciascun prodotto registrato, la normativa italiana prevede la possibilità di istituire un Consorzio di tutela, riconosciuto dal MASAF, che svolge funzioni di vigilanza sul mercato, promozione della denominazione e gestione del disciplinare. I Consorzi coordinano anche le attività di ispezione degli organismi di controllo privati e gestiscono i rapporti con le istituzioni europee nelle procedure di modifica del disciplinare.

Il Consorzio del Parmigiano Reggiano, fondato nel 1934, è uno dei più antichi e strutturati. Gestisce la marchiatura a fuoco di ogni forma prodotta, una delle procedure più riconoscibili nel sistema di certificazione europeo. Il Consorzio Grana Padano, con oltre 4 milioni di forme certificate annualmente, è invece il più grande per volumi assoluti.

Asiago DOP stagionato

L'impatto economico e occupazionale

Il sistema delle indicazioni geografiche protette costituisce un elemento strutturale dell'economia rurale italiana. Secondo il Rapporto Ismea-Qualivita 2023, il solo comparto DOP/IGP food genera oltre 100.000 posti di lavoro diretti lungo la filiera, con un moltiplicatore occupazionale significativo nei settori della distribuzione, ristorazione e turismo enogastronomico.

La tutela delle denominazioni italiane all'estero, attraverso i negoziati commerciali dell'Unione Europea, rappresenta uno degli aspetti più delicati e dibattuti nella gestione dei marchi geografici. L'accordo commerciale UE-Canada (CETA) del 2017, ad esempio, ha incluso la protezione di 143 indicazioni geografiche italiane nel mercato canadese, aprendo opportunità ma anche generando discussioni su alcuni prodotti come il Prosciutto di Parma, dove l'applicazione del riconoscimento è stata parziale.

Fonte dati: Rapporto Ismea-Qualivita 2023, Commissione Europea – eAmbrosia (registro delle indicazioni geografiche), Ministero dell'Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Aggiornato al 3 maggio 2026.